Introduzione
Negli ultimi mesi il termine “ChatControl” è entrato con forza nel dibattito pubblico europeo. Si parla di una proposta legislativa dell’Unione Europea che mira a introdurre sistemi di monitoraggio automatico delle comunicazioni digitali private, con l’obiettivo dichiarato di contrastare la diffusione di materiali sensibili di minori online. Una misura che, almeno sulla carta, intende proteggere i minori ma che solleva interrogativi profondi su privacy, libertà individuali e sicurezza delle infrastrutture digitali.
In questo articolo analizziamo cos’è ChatControl, quali sono i suoi obiettivi, i rischi concreti per cittadini e imprese, e perché il tema riguarda tutti, non solo gli addetti ai lavori.
Cos’è ChatControl?
ChatControl è il nome informale attribuito alla proposta di regolamento europeo “Regulation laying down rules to prevent and combat child sexual abuse” presentata dalla Commissione Europea nel 2022. Il testo prevede, tra le altre cose, che i fornitori di servizi digitali (messaggistica, email, cloud) implementino sistemi di scansione automatica dei contenuti privati degli utenti — siano essi messaggi, allegati o immagini — alla ricerca di materiale illegale.
Come funzionerebbe?
- Scansione automatica: Gli algoritmi analizzerebbero in tempo reale ogni messaggio inviato o ricevuto.
- Segnalazione obbligatoria: In caso di “match” con materiale considerato sospetto, il provider sarebbe obbligato a segnalare l’utente alle autorità.
- Copertura ampia: La norma si applicherebbe a tutte le piattaforme, dalle grandi Big Tech alle piccole realtà digitali europee.
Obiettivi dichiarati e implicazioni reali
L’obiettivo dichiarato della Commissione è la tutela dei minori e il contrasto alla criminalità online. Un intento nobile, che però — secondo molti esperti di sicurezza, giuristi e associazioni per i diritti digitali — rischia di produrre effetti collaterali gravi e difficilmente reversibili.
I rischi per la privacy
- Fine della riservatezza: La scansione di messaggi privati, anche cifrati end-to-end, rappresenta una violazione strutturale della corrispondenza privata.
- Falsi positivi: Gli algoritmi non sono infallibili. Il rischio di segnalazioni errate è concreto, con conseguenze potenzialmente devastanti per persone innocenti.
- Sorveglianza di massa: La logica di “scansionare tutto per trovare il male” trasforma ogni cittadino in potenziale sospetto, invertendo il principio di presunzione di innocenza.
Rischi tecnici e di sicurezza
- Indebolimento della crittografia: Per permettere la scansione, i sistemi dovrebbero “bucare” la cifratura end-to-end, rendendo le comunicazioni vulnerabili non solo alle autorità, ma anche a possibili attacchi informatici.
- Backdoor obbligatorie: L’introduzione di “porte di servizio” nei sistemi di messaggistica apre scenari pericolosi per la sicurezza globale delle infrastrutture digitali.
ChatControl e diritti fondamentali
Il dibattito su ChatControl va ben oltre il tema tecnico. In gioco ci sono i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo: privacy, libertà di espressione, presunzione di innocenza.
Il parere delle istituzioni indipendenti
Numerose autorità garanti della privacy, tra cui il Garante italiano e l’EDPB (European Data Protection Board), hanno espresso forti perplessità sul regolamento, sottolineando come la misura sia sproporzionata rispetto al rischio e incompatibile con i principi di necessità e minimizzazione del trattamento dei dati.